Etimologia vintage

Una cosa che mi appassiona sempre molto è scoprire l’etimo delle parole, perché il più delle volte dietro una semplice parola si nascondono storie molto affascinanti. 😍
Pazzesco per esempio che l’origine del termine “Vintage” non abbia in realtà nulla a che fare con abiti o mobili, ai quali solitamente l’abbiniamo.
Deriva infatti dal francese antico Vendenge (vendemmia), che a sua volta deriva dal latino Vindimia, e sta ad indicare una grande vendemmia dalla quale sono derivati vini pregiati poi divenuti leggendari!
Negli anni è divenuto più genericamente un attributo per indicare qualcosa di valore e datato, come, appunto, un ottimo vino di annata! 🍾🍷
Dicono sia una parola inglese di derivazione francese e quindi andrebbe pronunciata all’inglese… ma io adoro pronunciarla alla francese! 🇫🇷❤️

10 giorni fa mi ha scritto un’organizzatrice di eventi di New York, chiedendomi se potessi inviarle un video della durata di massimo 30 secondi su me e il mio lavoro, che sarebbe poi stato proiettato alla White Box Gallery di Chelsea, fifth Avenue, New York, in occasione di una piccola mostra sulla Pop Art contemporanea, come evento collaterale alla settimana della moda newyorkese. Eccolo!
Ringrazio infinitamente Ting Lee che ha organizzato questo evento e mi ha cercata, dandomi questa possibilità ❤️🙏
E poi ringrazio con tutto il mio cuore e anche di più Chiara Portinari e Bruno Mameli che con il materiale scadente da me inviato hanno creato una meraviglia in brevissimo tempo, pur trovandosi a Londra e non certo in vacanza! Sono due creativi veri e due persone fantastiche, cui non finirò mai di esprimere eterna gratitudine e riconoscenza ❤️🙏
Chiedo invece scusa a Shakespeare per il mio inglese 😂🙏

Sedie e storie!

Sedie speciali per clienti speciali! 😍
Io trovo che quando ci sia una storia dietro, tutto appaia più interessante,affascinante, unico, irripetibile, magico.
Oggi ho consegnato queste 4 sedie a una splendida e incredibile coppia della mia città, che fin dai miei esordi, pur non conoscendomi minimamente, ha creduto in me e nel mio lavoro, commissionandomi negli anni svariati oggetti da dipingere.
Il soggetto per queste sedie mi è stato suggerito da loro, che mi hanno raccontato di come a volte trascorrano piacevoli serate in casa giocando a poker con gli amici, in un clima conviviale e allegro. Per aggiungere allegria e colore a tali serate allora, perché non arricchire la stanza con le mie sedie!? 😃
Davanti ad un caffè poi mi hanno raccontato un po’ della loro storia, della loro terra, di tutte le difficoltà di un trasloco fatto nel 1980 dalla Sardegna con due bambini piccolissimi, per quella che è stata ed è tuttora una brillantissima carriera di giornalista e scrittore, dell’aver conosciuto Dario Fo, dell’aver lavorato e viaggiato con Enzo Biagi, della passione per Fabrizio De Andrè, di una pizzeria vicino casa mia che ora non c’è più, del palazzo nel quale hanno abitato per 10 anni qui a Mestre, dove qualche piano più sotto di loro lavorava il mio papà…
Ho ascoltato tutto estasiata, avida di racconti e particolari, felice e grata di averli conosciuti.
Mi piace pensare che in qualche modo tutte le nostre storie siano destinate a un certo punto ad incrociarsi, nostro malgrado. Mi piace pensare che gli oggetti che dipingo e che entrano poi nelle vostre case segnino non solo un nuovo arredamento, ma anche un incontro tra le nostre diverse storie, provenienze, esperienze, vite! ❤️

Quelli che

Noi che cerchiamo ogni giorno di fare il lavoro che amiamo e che ci appassiona, notiamo ogni minimo difetto e imperfezione in quello che facciamo, ma poi andiamo in giro con gli abiti non stirati e le etichette di fuori. Inciampiamo ovunque e siamo pieni di piccoli lividi a furia di sbattere contro tutti gli spigoli appena ci muoviamo, perché neanche fossimo tuareg nel deserto, il nostro sguardo cerca sempre un orizzonte lontano e mai la terra sotto i piedi. Capita così che mettiamo le chiavi in frigo e lo zucchero nell’insalata, bruciamo moke e pentole e sbagliamo continuamente strada. 🙈
Siamo quelli che “ma no che non mi disturba se mi chiama venerdì sera alle 23 per delle informazioni”. E lo crediamo veramente! Siamo quelli che non ci dormono la notte per pensare a un nuovo progetto.
Siamo quelli dall’incrollabile e talvolta immotivato ottimismo, ci crediamo sempre, nonostante tutto, perché un giorno abbiamo deciso che non ci saremmo mai lamentati, poiché inseguire una passione non è solo una semplice scelta: è un privilegio.
Siamo quelli che spesso non vengono capiti, ma che una cosa però l’hanno capita: alla fine della giornata i conti li fai solo con te stesso e, al massimo, con il commercialista.

Consapevoli di tutti i nostri limiti, continuiamo imperterriti a errare, sperando davvero con tutto il cuore ci saranno perdonate tutte le nostre mancanze e sbadataggini. Fatti non fummo a viver come bruti disse Qualcuno, perciò ci si creda: tutto sempre tutto fu fatto solo in nome di bellezza e amore! ❤️🙏
Buona settimana!!! 😍❤️

Perché le sedie?

Perché proprio le sedie?
Questa è la domanda che più frequentemente mi è stata posta, da quando ho iniziato a dipingere le sedie, per l’appunto.
La sedia è forse l’oggetto sul quale maggiormente i designer si sono sbizzarriti nel corso dei secoli, producendo innumerevoli prototipi, più o meno comodi, più o meno plausibili, ma è incredibile come dalla semplice e banale esigenza di sedersi, siano nati capolavori e vere e proprie opere d’arte.
Il design nasce sempre da esigenze pratiche: sedersi, mangiare, dormire, farsi una spremuta, scrivere, lavarsi, etc.. Ricordo che nel corso di Design all’Accademia di Belle Arti, il professore ci invitò a inventare un oggetto, raccomandandoci di non partire dall’oggetto stesso per formulare l’idea, ma appunto da un’esigenza pratica e dal rendere tale esigenza il più comoda e bella possibile.
Il fatto che il design possa unire la praticità del vivere quotidiano con la bellezza di un’opera d’arte, a me ha sempre affascinato. Ecco perché dipingo le sedie: perché mi piace rendere ancora più bello qualcosa che ha anche una funzione pratica.
C’è bisogno di sedersi tanto quanto ci sia bisogno di circondarsi di bellezza e colore!

Collaborazione con Angelini

Nell’ottobre del 2013 mi è stato chiesto di pensare e disegnare un mobile per un grande progetto didattico per bambini ospedalizzati. Questo progetto, ora presente in 30 reparti pediatrici italiani, che dispongono ciascuno di questo coloratissimo mobile delle scoperte da me realizzato e dipinto, è stato patrocinato e voluto da Fondazione Angelini e dal CONI.
La mia idea era quella di creare una struttura modulare ma vivace e coloratissima, che potesse essere una sorta di “abbraccio” confortante e allegro per il bambino.

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