Quelli che

Noi che cerchiamo ogni giorno di fare il lavoro che amiamo e che ci appassiona, notiamo ogni minimo difetto e imperfezione in quello che facciamo, ma poi andiamo in giro con gli abiti non stirati e le etichette di fuori. Inciampiamo ovunque e siamo pieni di piccoli lividi a furia di sbattere contro tutti gli spigoli appena ci muoviamo, perché neanche fossimo tuareg nel deserto, il nostro sguardo cerca sempre un orizzonte lontano e mai la terra sotto i piedi. Capita così che mettiamo le chiavi in frigo e lo zucchero nell’insalata, bruciamo moke e pentole e sbagliamo continuamente strada. 🙈
Siamo quelli che “ma no che non mi disturba se mi chiama venerdì sera alle 23 per delle informazioni”. E lo crediamo veramente! Siamo quelli che non ci dormono la notte per pensare a un nuovo progetto.
Siamo quelli dall’incrollabile e talvolta immotivato ottimismo, ci crediamo sempre, nonostante tutto, perché un giorno abbiamo deciso che non ci saremmo mai lamentati, poiché inseguire una passione non è solo una semplice scelta: è un privilegio.
Siamo quelli che spesso non vengono capiti, ma che una cosa però l’hanno capita: alla fine della giornata i conti li fai solo con te stesso e, al massimo, con il commercialista.

Consapevoli di tutti i nostri limiti, continuiamo imperterriti a errare, sperando davvero con tutto il cuore ci saranno perdonate tutte le nostre mancanze e sbadataggini. Fatti non fummo a viver come bruti disse Qualcuno, perciò ci si creda: tutto sempre tutto fu fatto solo in nome di bellezza e amore! ❤️🙏
Buona settimana!!! 😍❤️

Perché le sedie?

Perché proprio le sedie?
Questa è la domanda che più frequentemente mi è stata posta, da quando ho iniziato a dipingere le sedie, per l’appunto.
La sedia è forse l’oggetto sul quale maggiormente i designer si sono sbizzarriti nel corso dei secoli, producendo innumerevoli prototipi, più o meno comodi, più o meno plausibili, ma è incredibile come dalla semplice e banale esigenza di sedersi, siano nati capolavori e vere e proprie opere d’arte.
Il design nasce sempre da esigenze pratiche: sedersi, mangiare, dormire, farsi una spremuta, scrivere, lavarsi, etc.. Ricordo che nel corso di Design all’Accademia di Belle Arti, il professore ci invitò a inventare un oggetto, raccomandandoci di non partire dall’oggetto stesso per formulare l’idea, ma appunto da un’esigenza pratica e dal rendere tale esigenza il più comoda e bella possibile.
Il fatto che il design possa unire la praticità del vivere quotidiano con la bellezza di un’opera d’arte, a me ha sempre affascinato. Ecco perché dipingo le sedie: perché mi piace rendere ancora più bello qualcosa che ha anche una funzione pratica.
C’è bisogno di sedersi tanto quanto ci sia bisogno di circondarsi di bellezza e colore!

Collaborazione con Angelini

Nell’ottobre del 2013 mi è stato chiesto di pensare e disegnare un mobile per un grande progetto didattico per bambini ospedalizzati. Questo progetto, ora presente in 30 reparti pediatrici italiani, che dispongono ciascuno di questo coloratissimo mobile delle scoperte da me realizzato e dipinto, è stato patrocinato e voluto da Fondazione Angelini e dal CONI.
La mia idea era quella di creare una struttura modulare ma vivace e coloratissima, che potesse essere una sorta di “abbraccio” confortante e allegro per il bambino.

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